C’è una canzone di una band indie che prende in giro la gente indie (che poi questa canzone è anche il titolo del blog).
Perché per essere indie non ti basta vestirti in un certo modo, ascoltare certa musica: essere indie è tutta questione di status sociale.
Se sei un indie medio probabilmente suoni. Se non suoni fai il dj o l’organizzatore di eventi. Se sei una femmina probabilmente fai la fotografa. Se non fai la fotografa suoni, fai la dj, canti o crei festival del cazzo dove invitare tutte le band indie che conosci. Se non fai nessuna di queste cose, dai, ammettilo, almeno una volta ci hai provato, quindi ora per rimanere nella scena ti limiti a darla via.
Se sei un indie medio probabilmente hai un iphone. Con l’iphone ci puoi fare delle cose bellissime come taggarti in tutti i bei locali in cui ti trovi a sentire le band di amici tuoi, al Magnolia o al Circolo degli artisti. Con l’iphone puoi anche scattare tantissime foto con l’instagram, tutte quadrate, tutte con i colori a cazzo-di-cane (no, non è una nuova band), da postare immediatamente su facebook per fare vedere agli altri tuoi amici indie quante cose bellissime stai facendo e - se sei donna- quanto sei bella con la tua nuova maglietta di <enter any name of a band>, o coi capelli rasati e cortissimi. Con l’iphone puoi anche usare quel programma che riconosce le canzoni, così al tuo prossimo djset avrai una nuova canzone da mettere.
Se sei un indie medio probabilmente hai passato qualche serata da urlo, ubriaco, in un qualche backstage, insieme ai membri di una qualche band inglese. Vasco Brondi una volta era il tuo migliore amico ma Dente no perché è uno sfigato.
Se sei un indie medio probabilmente hai almeno 1000 amici su facebook, ma vedi sempre le stesse 30 persone da dieci anni, tutti i tuoi amici si sono fatti la tua ragazza, oppure tu ti sei fatto tutte le ragazze dei tuoi amici, o quasi sicuramente entrambe le cose. E viceversa. Si sa, gli indie si accoppiano solo con altri indie, non si incrociano le razze, e poi anche le automobili vanno collaudate: ci si collauda a vicenda e ci si fa un bel favore.
Sei sei un indie medio probabilmente prendi per il culo tutti gli altri indie come te, ma meno famosi di te, perché tu hai fatto uscire l’ep della tua band, o perché tu pubblichi le foto su flickr e una volta hanno messo una tua foto anche sul mucchio.
Se sei un indie medio probabilmente farai una canzone dove sfotterai gli altri indie, ma va bene così, se sei un indie medio.
invece di fotografarmi allo specchio, fotografo il mio riflesso sul rullante.
(via lemojade)

“Hipsters (also referred to as scenesters[1]) are a subculture of young, recently settled urban middle class adults and older teenagers with musical interests mainly in alternative rock that appeared in the 1990s. Other interests in media would include independent film, magazines such as Vice and Clash, and websites like Pitchfork Media.[2] ”
(fonte : wikipedia)
Punto primo : Vice è una merda.
Punto secondo : le votazioni di Pitchfork sono una merda.
Sono indie ma sono anche hipster, nella scena indie della mia città l’evoluzione è arrivata inesorabile per tutti quanti.
Che poi forse non è nemmeno un’evoluzione, ma questo non lo sapremo mai.
Vorrei però porre l’attenzione su quelli che sono i punti cardine della generazione hipster e che, a mio avviso, sono anche le più orrende piaghe della società al momento:
1a - se hai la peluria di un ragazzino di 14 anni in piena pubertà evita di farti crescere i baffi. Sì lo so che vuoi essere alla moda come i tuoi amichetti simil hitler ma tu continuerai a sembrare un bambinetto di prima liceo. Non farlo.
1b - stessa cosa vale per la barba. Sì lo so che ti sei innamorato di quelle belle barbe dei cantanti folk che vanno tanto di moda adesso, lo so che hai scoperto i Fleet Foxes e Bon Iver, lo so che vorresti essere come loro, ma non a tutti il creatore ha dato il dono del pelo, mi dispiace, non è colpa tua, non è colpa di nessuno, semplicemente sembri un cane appena tosato. Evita.
2 - i vestiti di american apparel sono già di per sè piuttosto discutibili, se per di più sei una balena spiaggiata beh quei leggins fluorescenti (cito I Cani perchè sono il mio gruppo hipster preferito) non te li puoi proprio permettere. Neanche il body di pizzo coi rotoli che ti escono ovunque. Neanche la gonna aderente a vita alta. Neanche il vestitino a fiorellini che non entrerebbe nemmeno a mia cugina di 7 anni e mezzo. Nemmeno gli shorts inguinali che stanno male persino a Kate Moss.
3 - prendi quella maledetta reflex che hai pagato non voglio sapere quanto, settala per bene, e poi ficcatela lì dove non batte il sole.
4 - ti vesti bene per andare alla serata del tuo locale hipster preferito coi tuoi amici hipster preferiti a bere i tuoi cocktail hipster preferiti per rimorchiare il tuo hipster preferito e giustamente vuoi indossare i tuoi tacchi 17 hipster preferiti. Puoi farlo, nessuno te lo vieta, anche perchè sennò come te lo scopi nel bagno il tipo che hai puntato? Ma attenzione, se scendi le scale come un tirannosauro cieco e ubriaco, credimi, non ce la farai mai ad arrivare dove vuoi. Probabilmente perchè ti romperai l’osso del collo prima.
5 - instagram c’ha sfrantumato i maroni.
6 - i macbook usati solo per scrivere stronzate su un tumblr c’hanno sfrantumato i maroni.
7 - gli iphone c’hanno sfrantumato i maroni.
8 - i critici musicali indie inventati dal nulla c’hanno sfrantumato i maroni.
9 - le fixed bike in città prima o poi vi faranno prendere un palo in piena faccia, e io aspetto quel momento come gli americani aspettano il giorno del ringraziamento per cucinare migliaia di tacchini obesi.
Volete essere tutti super alternativi, ma in realtà siete più finti dell’abbronzatura dei protagonisti di Jersey Shore.
sonocosindie
Oggi analizziamo la sottospecie Fotografa. Perché se sei una donna e sei indie, nel 90% dei casi sei una fotografa.
Se ti va bene vai ancora al Liceo e passi tutte le tue serate a fotografare i tuoi amici poser nelle serate più cool della scena indie, se ti va male hai finito il liceo e ti sei iscritta ad un corso di fotografia perché tu non sei come le altre ragazze per le quali la fotografia è solo un hobby: per te la fotografia è la vita e bla bla bla. I tuoi genitori ti hanno comprato una fighissima canon/nikon che è costata dai 500 ai 1000 euro (ma solo per le più fortunelle!), tu comunque la usi solo per fotografare i concerti o i tuoi amici ai concerti con il flash. O per fare artisticissime foto a te stessa.
Per tutte le altre occasioni c’è l’instagram: come farne a meno? Con l’istragram puoi farti una marea di autoscatti tutti da sbiadire o con i colori incasinati, da postare su facebook nell’esatto momento in cui li hai scattati, così puoi dare l’idea che sei fuori casa e che ti stai divertendo o annoiando un casino da qualche parte. Eh, per fortuna hai l’aifon con l’instagram e la connessione, così puoi rompere le palle a tutti da ogni luogo.
Per le più chic poi c’è una lomo che ti rende tutte le foto vecchie; o magari un bel fisheye che rende più interessanti tutte le foto delle tue serate esageratamente alcoliche ma di dubbio divertimentimento. Se poi si è super chic, beh, allora si va a ravanare nei bauli delle nonne e dei papà, cercando vintagissime macchine fotografiche da mostrare in giro, ma che raramente vengono usate per scattare.
Beh, in fondo c’è l’instagram, che ti sbatti a fare?

Buonasera.
Sono qui per raccontarvi una storia, quella degli indie, generazione di piccoli ex-emo o ex-hardcore o ex-nerd o ex-chissà che, complici le maglie a righe e i mocassini, ha ormai preso potere di una buona parte della società italiana.
Come tutte le mode più cool gli indie nascono e crescono maggiormente in Gran Bretagna, sono i sopravvissuti all’ondata post-punk / nu-rave e si fanno il risvoltino ai pantaloni. Loro, gli inglesi. Noi siamo quelli che fino all’altro ieri andavamo al concerto dei ring me the horizon con i tatuaggi sul collo e adesso li copriamo allacciandoci la camicia fino all’ultimo bottone. Se lo fa il protagonista di Misfits e anche Rihanna perchè non posso farlo io. (perchè è giusto che ve ne rendiate tutti conto : anche Rihanna ormai è indie, più sulla scia wasted, ma pur sempre indie).
Ormai tutti sappiamo gli indie, e infatti io non voglio annoiarvi con la cronologia della loro storia, per quello c’è wikipedia, sono qui per cercare di capire il passaggio da indipendente a omologazione.
Vestiti tutti uguali, pettinati tutti uguali, stesse parole in bocca, stesse relazioni con le stesse persone, perchè il giro è sempre quello, e se io sono indie al massimo posso accoppiarmi con un hipster (degli hipster parleremo la prossima volta, ora sarebbe troppo sconvolgente), non posso di certo provare a scoparmi uno della scena rap.
Ops, ho detto scopare. Non mi scuserò, gli indie non solo scopano come dei ricci in calore ma usano questa parola sempre, comunque, in qualunque contesto, perchè fa figo, perchè noi facciamo come ci pare, fanculo il sistema, ah no aspetta quelli erano altri, oddio ci sono così tante categorie che mi confondo sempre.
Ogni città ha la sua scena indie, ha il suo re e la sua reginetta, ha i suoi dj col macbook che mettono sempre le stesse canzoni e fanno sempre le stesse mosse, ha i suoi pr che organizzano le serate dove suonano solo gli amichetti che si vestono come lui, ha il suo fotografo col fisheye che fa le foto a cazzo e a caso che tanto va bene così, l’importante è poi pubblicarle su qualunque social network e rendere pubblico il fatto che io quella sera c’ero, ha i suoi gruppetti tutti uguali che si copiano tra loro e scoppiano e si riaccoppiano e si odiano ma non se lo dicono, ha i suoi locali con i cocktail a 10 euro e le pareti con i poster dei Bloc Party.
Io non ve lo dico da che città vengo, che tanto tutte le comunità indie di tutte le città indie sono tutte ugualmente indie.
Converse che sono diventate mocassini che sono diventati stringate che sono diventate doc martens che sono diventate creepers.
Camicia boscaiola che è diventata camicia in denim che è diventata maglia a righe che è diventato maglione infeltrato della mia bisnonna vintage.
Io che sono stato con te che sei stata con lui e anche con lei, lei è stata con lui e poi con me, e io sono stato con la vostra amica lesbica che quindi è stata con la mia amica lesbica che è la migliore amica del mio amico gay che è stato con me.
Come prima volta direi che può bastare, sono indie e ne sono consapevole, ascolto la musica indie e indosso gli abiti indie, prendo in giro gli indie e e ho amici che prendono in giro il mio essere indie.
Ma attenzione : c’è indie e indie, c’è gente e gente, c’è moda e moda.
E c’è un qualcosa che troppo spesso tutti dimenticate : la dignità.
sonocosindie.